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2282-5754
 
Centro Studi Sofferenza Urbana

 

 

Proviamociassieme

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M.Maddalena Filippetti

SOSTEGNO ALL'ABITARE E SVILUPPO PERSONALE ATTRAVERSO LA FORMAZIONE, LO SCAMBIO, LA CONSAPEVOLEZZA, PER UTENTI AFFETTI DA PATOLOGIE MENTALI : L'UTENTE DIVENTA FACILITATORE SOCIALE NELLA ZONA MOLISE-CALVAIRATE DELLA CITTA' DI MILANO
2003-2013


ENTI PROMOTORI DEL PROGETTO

Il progetto "PROVIAMOCIASSIEME" è promosso dal Comune di Milano in convenzione con l'Azienda Ospedaliera Fatebenefratelli, Dipartimento Salute Mentale, che a sua volta stipula un protocollo d'intesa con la Casa della Carità Angelo Abriani e Cooperativa Detto Fatto, per l'assistenza , il sostegno quotidiano,la manutenzione degli alloggi e la promozione di un corso di formazione riconosciuto, per offrire agli utenti una maggiore consapevolezza del disagio psichico, oltre che una competenza per diventare operatore di base ovvero " Tecnico Facilitatore Sociale" nella logica della promozione del processo di empowerment nel territorio Molise-Calvairate della citta di Mialno.


TERRITORIO DI INTERVENTO

Il territorio Molise-Calvairate, periferia sud-ovest della città di Milano, è visibilmente segnato da condizioni di degrado ambientale, e dalla presenza di persone in condizioni di forte solitudine relazionale e disagio psichico.

La Casa della Carità, ha sviluppato, nel corso degli anni, un confronto e una collaborazione proficua, sia con le istituzioni preposte, sia con le varie realtà del privato sociale e del volontariato presenti nel territorio, allo scopo di incrementare il lavoro di rete in un'ottica d'integrazione, per costruire esperienze comuni e condivise per offrire risposte ai numerosi problemi di cui sono portatrici le persone con disagio psichico residenti nella zona.

L'isolamento progressivo e radicale delle persone sofferenti che vivono in questo territorio, li porta alla fatica di definire la propria specifica posizione nel rapporto di realtà, determinando a volte una sorta di coincidenza tra disordine interiore e degrado abitativo -ambientale.
Molte di queste persone, vivono in solitudine, in abitazioni fatiscenti, altri abitano con una o entrambe le figure genitoriali anziane o invalidi, raramente con figure parentali che non siano il padre o la madre.
Alcune di queste persone sofferenti sono note e curate dal C.P.S., altre sono in contatto con i centri d'ascolto della rete parrocchiale, una parte è in contatto con altre agenzie del territorio.
Una parte vive in solitudine e fatica a seguire percorsi di cura.

In questo confronto e in questa esperienza sul campo, il progetto "Proviamociancora", negli anni passati ha rafforzato il bisogno di uno spazio-luogo di relazione, accessibile e flessibile e di un servizio di assistenza domiciliare e sostegno all'abitare in stretta connessione con la coop. Detto Fatto, per la manutenzione degli alloggi, il C.P.S. di zona e le altre agenzie del territorio.


IL PROGETTO "PROVIAMOCIASSIEME" E LA SUA FILOSOFIA

Il progetto "Proviamociancora" , ha sperimentato nel territorio un modello d'intervento flessibile, che parte dalle storie delle persone e che vada ad integrare l'attuale rete dei servizi, operando in raccordo soprattutto con il C.P.S. e il Dipartimento di Salute Mentale a cui fa capo la zona Molise-Calvairate.

Il progetto è rivolto a malati psichici in situazione di grave disagio e forte isolamento sociale e a quegli utenti che in questi anni hanno partecipato alle attività del centro di V.le Molise e sono stati in grado di sviluppare capacità e risorse per controllare la propria situazione di vita.
L'obbiettivo è quello di dipanare una reale rete di supporto alle persone sofferenti connettendo i servizi dedicati al disagio psichico e più in generale agli adulti in difficoltà, con operatori dedicati al supporto sia domiciliare (visite, colloqui di sostegno, manutenzione dell'alloggio ecc.) , sia territoriale, offrendo come risorsa socializzante e luogo di relazione, la sede del progetto di v.le Molise, 5 inserita nel territorio.

L'operatività concreta in questi anni si è sviluppata nel servizio assistenza-manutenzione domiciliare, con un approccio globale alla persona e che è stato in grado di affrontare l'intreccio di problematiche sanitarie, sociali, abitative e relazionali.

In seguito a queste attività è emersa la necessità di trovare forme e progetti flessibili per accogliere, valorizzare,emancipare la persona con disturbi psichici, nella logica di promozione dell'empowerment degli utenti attraverso specifici percorsi formativi,riabilitativi e di eventuali inserimenti lavorativi.

La filosofia del progetto "Proviamociassieme" oltre a garantire l'operatività e la assistenza verso utenti con gravi disturbi, vuole essere una pratica e una risorsa fondamentale che valorizza la responsabilità personale, la partecipazione, il protagonismo di utenti, cittadini e operatori.

"Proviamociassieme" significa credere che tutti possiediomo un sapere. Per molti significa avere un sapere derivato dall'esperienza acquisita attraverso la malattia mentale, per alcuni dall'esperienza maturata nel campo professionale. Valorizzare i nostri saperi significa portare avanti un modo diverso di affrontare e superare il dolore e la sofferenza del vivere quotidiano, costruendo il tempo da dedicare alla condivisione e alla partecipazione.

La proposta di promuovere un corso per "Facilitatori sociali" parte dall'esigenza di rispondere ad alcuni utenti, già fruitori delle attività del centro ed inseriti in un percorso di cura, di potersi rendere utili e risorsa adatta per "facilitare" altri soggetti con gravi disturbi psichici o cittadini del quartiere con disagio psico-sociale.

Questi utenti possiedono risorse intellettive e sociali che attraverso il corso di formazione per "Facilitatori sociali",verranno valorizzate tramite un processo emancipativo (empowerment), che attiva modalità e strumenti tesi all'autostima e al protagonismo come attore sociale.


Il progetto "Proviamociassieme offre:

„Ã un sostegno di carattere assistenziale-risocilaizzante (dalla manutenzione dell'alloggio all'accompagnamento relazionale e sociale) a persone in carico al C.P.S. e non o segnalate dalle altre agenzie del quartiere. Obbiettivo di tale intervento è di supportare le persone più sole, accompagnarle nella gestione del sé e della casa, aiutarle nelle azioni quotidiane ecc..;

„Ã sostegno all'abitare condiviso, attraverso lavori di manutenzione nell'alloggio, effettuati dalla coop. sociale Detto Fatto, integrata con l'equipe di progetto, per favorire una esperienza di autovalorizzazione e autostima oltrechè di qualità della vita più gratificante e alla permanenza a domicilio della persona sofferente;

„Ã Sostegno sociale e relazionale attraverso il reinserimento in una rete di relazioni comunitarie per sperimentare esperienze terapeutico-relazionale anche attraverso le attività svolte presso il centro Molise, sede del progetto;

„Ã Promozione di un corso di formazione riconosciuto, per almeno 15 utenti, affetti da grave disagio psichico ma con buone capacità residue e già inserite in percorsi terapeutico-riabilitativi, che necessitano di un ulteriore supporto sociale e riabilitativo. Uno degli obiettivi del progetto "Proviamociassieme" è quello di formare utenti, attraverso un corso riconosciuto, per l'ottenimento del diploma di "Tecnico Facilitatore Sociale" (secondo modelli ed esperienze già in atto in alcune aree italiane ed anglossassoni);

„Ã Gli utenti formati andranno ad affiancare gli utenti o cittadini bisognosi (attraverso tirocini affiancati dagli operatori) a seconda delle segnalazioni e delle esigenze segnalate dal C.P.S. di V.le Puglie, dal D.S.M. dell'A.O. Fatebenefratelli e dalle agenzie del territorio Molise-Calvairate.

Corso di Formazione:
Come diventare Facilitatori Sociali - Una nuova prospettiva di supporto fra pari Ottobre 2011-Dicembre 2013

Nell'ottobre 2011 il progetto Proviamociassieme avvia il corso di Formazione per Facilitatori Sociali dopo vari incontri con i C.P.S. del DSM per condividere la proposta e individuare i candidati. In parallelo viene richiesta l'adesione ad alcuni utenti del progetto Proviamociassieme , che accolgono il percorso con entusiasmo.
I 15 allievi inseriti nel corso (4 donne e 11 uomini), per apprendere a diventare Facilitatori di relazioni di aiuto, seguono con impegno le lezioni.
Il progetto di formazione dedicato ad utenti della Salute Mentale, propone di per sé la fattibilità di un'idea inconsueta, e cioè che sia possibile realizzare uno scambio di competenze paritario tra operatori della Salute Mentale, formatori e pazienti. In altre parole, nel fare questa esperienza, si è creduto nel concreto che i pazienti, nel corso della loro esperienza di malattia, abbiamo accumulato competenze speculari a quelle dei professionisti che li hanno seguiti, e che possono essere stimolati a portarle su un piano di consapevolezza all'interno di un contesto formativo.
Sicuramente la terapia farmacologica offre sollievo dai sintomi, i percorsi di psicoterapia o di analisi possono sciogliere nodi profondi nel paziente e aprire visioni alternative su cui spendere, migliorandola, la propria esistenza. Il percorso formativo chiede in più ai pazienti-allievi , di impegnarsi a scoprire e sviluppare modalità di pensiero e di relazione più efficaci, per trasformarle in un vero e proprio lavoro. Questa esperienza formativa suggerisce al paziente che può guardare in avanti, verso una nuova dimensione operativa concreta. Tale passaggio è la fase più delicata e difficile di ogni processo riabilitativo in campo psichiatrico.
L'altra dimensione caratterizzante questo tipo di formazione è stata la costruzione del gruppo. L'attività del Facilitatore deve partire da una comunità di persone che condividono esperienze e sostegno reciproco, e che si confrontano sui vissuti di successo e di sconfitta insiti in ogni relazione di aiuto.
Il corso di formazione rappresenta per i pazienti-allievi l'occasione per fondare la promessa reciproca di essere l'un l'altro accoglienti e accudenti, la base sicura da cui partire con rinnovata energia e a cui ritornare per sentire di non essere da soli in questo difficile percorso.

Il progetto formativo si è sviluppato a partire da queste premesse su tre aree di lavoro che si sono articolate in sette moduli formativi:
• I contenuti teorico-pratici: conoscenza teorica della patologia psichiatrica, della farmacologia e della pratica della facilitazione sociale;
• Le competenze trasversali: sviluppo delle competenze emotive e socio-relazionali e apprendimento alla gestione delle proprie emozioni nella relazione d'aiuto;
• L'accompagnamento e il sostegno: esperienza soggettiva diretta di facilitazione, nella relazione con i tutor, nel gruppo di auto-aiuto, nei percorsi di orientamento e nel colloquio individuale.

Le ore di aula ( 210 ore) hanno previsto l'insegnamento di materie attinenti l'area della patologia psichiatrica, degli aspetti psicologici che l'accompagnano, della cura farmacologica, degli strumenti della riabilitazione psico-sociale e delle tecniche di comunicazione che facilitano la relazione di aiuto. All'interno di queste ore,in un modulo apposito, gli allievi hanno imparato ad usare il computer, ad apprendere l'utilizzo di base, navigare su internet, ad aprire una casella di posta elettronica e ad utilizzare la comunicazione in rete e conoscere i principali siti di interesse psichiatrico.
Nelle ore di aula sono state anche introdotte le Testimonianze degli esperti del settore, ovvero di altri Facilitatori ( realtà di Saronno) già inseriti nell'attività lavorativa della facilitazione: gli allievi hanno così avuto la possibilità di conoscere in modo concreto la prassi più efficace nell'approccio al malato, dall'esperienza di chi già pratica questa attività. A seguito di questi incontri i pazienti-allievi del corso hanno aderito alla Rete Utenti Lombrda (RUL) che si incontra mensilmente nelle varie località Lombarde, Saronno, Como, Legnano ecc.. per fondare una Associazione di Utenti e che porti avanti a livello Regionale il riconoscimento professionale della figura del Facilitatore Sociale.
A breve gli utenti-allievi inizieranno le ore di Tirocinio previste ( 90 ore), presso alcune Associazioni della Salute Mentale e in seguito presso le strutture di cura del DSM.
Gli allievi del corso si sono impegnati in un assiduo lavoro di apprendimento e vorrei terminare con una frase, "Migliorare si può", affermazione iniziale della Comunità Europea nel documento di presentazione delle strategie di indirizzo sulla salute Mentale nel 2005.

 

 

 

 

 

 

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Il Centro Studi Souq

Souq è un Centro Studi Internazionale che è parte integrante delle attività della Casa della Carità e studia il fenomeno della sofferenza urbana. La Sofferenza Urbana è una categoria interpretativa dell’incontro fra la sofferenza dei soggetti e la fabbrica sociale che essi abitano. La descrizione, la comprensione e la trasformazione delle dinamiche

Il progetto editoriale

La rivista SouQuaderni si propone di studiare il fenomeno della sofferenza urbana, ossia la sofferenza che si genera nelle grandi metropoli. La rivista promuove e presenta reti e connessioni con le grandi città del mondo che vivono situazioni simili, contesti analoghi di urbanizzazione e quindi di marginalizzazione e di nuove povertà. Il progetto editoriale si basa su tre scelte

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