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SouqBiblio:bibliografia internazionale annotata

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Benedetto Saraceno

Benedetto Saraceno

1) World Health Organization- Fundaçao Calouste Gulbenkian. Social Determinants of Mental Health. WHO, Geneva, 2014.
La salute mentale cosí come numerosi disturbi mentali (stati di ansia, depressione, uso di sostanze psicotrope e alcol, disturbi dello sviluppo) sono significativamente determinati da fattori contestuali di natura sociale ed economica. I fattori di rischio di molti disturbi mentali sono fortemente correlati alle disuguaglianze sociali ed economiche di modo che maggiori sono le disuguaglianze maggiori sono i rischi. Lungo tutte le fasi della vita (infanzia, adolescenza, età adulta e vecchiaia) diversi fattori di rischio correlati alle disuguaglianze sociali ed economiche agiscono come potenti determinanti di malattia mentale. Al di là degli interventi puntuali che devono essere messi in atto lungo tutte le fasi della vita per prevenire e limitare l'effetto di questi fattori di rischio, non vi è dubbio che massicci interventi sistemici e strutturali devono essere messi in atto dai governi per fare sí che ogni bambino alla nascita abbia le medesime possibilità di sviluppare pienamente la propria salute mentale. Si tratta di interventi che diminuiscono le disuguaglianze sociali e aumentano i diritti fondamentali delle persone indipendentemente dalla loro collocazione nella gerarchia socio economica delle loro comunità di appartenenza. Questo importante documento dichiara con forza che soltanto importanti e decisivi interventi sulla povertà, sull'accesso alla educazione e sulla lotta alla esclusione sociale possono significativamente ridurre i rischi di disturbi psichiatrici.


2) World Health Organization- Fundaçao Calouste Gulbenkian. Integrating the response of health systems to mental disorders and other chronic diseases. WHO, Geneva, 2014.
Molti disturbi mentali, le principali malattie non trasmissibili e alcune malattie infettive come l'AIDS condividono alcune coratteristiche quali la cronicità e la necessità di essere monitorate e prese in carico dai sistemi sanitari in forma protratta e persistente nel tempo, spesso per l'intero corso della vita. Le malattie croniche non trasmissibili e alcune malattie mentali sono significativamente correlate a fattori di rischio comuni (tabaccco, alcol, dieta malsana, inattività fisica) che, a loro volta, sono correlati a determinanti sociali quali le disuguaglianze sociali, la povertà e la esclusione sociale. I sistemi sanitari devono mettere in opera modelli di prevenzione, intervento e assistenza che siano il piú possibile integrati di moso da evitare irrazionali e costose strategie verticali e parallele cche non solo sono altamente inefficienti ma ottengono risultati clinici modesti e scarsissima soddisfazione da parte degli utenti, delle loro famiglie e in generale delle comunità di apprtenenza. Il documento esamina strategie che incrementino l'accesso agli interventi, diminuiscano la loro frammentazione, prevengano la duplicazione di strutture e risorse. Modelli di integrazione a livello di comunità di interventi specialistici e medicina di base sono discussi e analizzati.


3) Novello M.(2013) . Il risolvibile nodo della contenzione fisica nelle pratiche dei servizi di salute mentale. Rivista Italiana di Medicina Legale, Anno XXXV Fas. 1, 235-245.

Un breve articolo utilissimo per la sua analisi spassionata e rigorosa dei meccanismi psicologici e organizzativi che determinano la pratica della contenzione fisica nei reparti psichiatric e non. Spesso le ragioni spiegabili che detrminano tale pratica servono a legittimarla e giustificarla come inevitabile. Una breve analisi dei dati epidemiologici disponibili, alcune considerazioni di natura piú teoretica e giuridica e, infine la accurata descrizione dei processi formativi e delle scelte organizzative che hanno condotto ad azzerare tale pratica nei servizi psichiatrici della città di Udine fanno di questo breve articolo uno strumento formativo utile e un contributo pacato ma schierato al dibattito sulla contenzione nei servizi psichiatrici.


4) Manconi L. , Brinis V. Accogliamoli tutti, una ragionevole proposta per salvare l'Italia, gli italiani e gli immigrati. il Saggiatore, Milano, 2014.
La tesi del libro che la immigrazione non è, come invece ritenuto dai piú, una sottrazione di risorse ai cittadini italiani: «La nostra non è una provocazione, - afferma la sociologa Brinis - ma un'idea politica. Nel libro riportiamo una serie di analisi e di dati che dimostrano come sia attuabile, da un punto di vista economico e demografico, accoglierli tutti. Non è una proposta a sfondo idealistico, ma in chiave di utilità. Occorre mettere a punto dei programmi, dei percorsi e delle politiche di accoglienza non con i centri, ma realizzando e attuando delle riforme sull'immigrazione. Noi non diciamo che l'Italia deve accogliere le attuali sessantamila persone, ma diventare più accogliente di quella che è». In Italia ci sono cinque milioni di stranieri regolarmente residenti mentra altri paesi europei, per ragioni storiche e culturali, ne ospitano un numero assai più elevato. Il numero di stranieri regolari in Italia è piú basso non soltanto perchè abbiamo messo in opera politiche di chiusura ma soprattutto perchè abbiamo un milione di stranieri residenti ma irregolari. Gli autori ritengono indispensabile un approccio alla questione che non sia quello dell'emergenza, ma della pianificazione. Afferma ancora la Brinis: «Le politiche dei respingimenti e della repressione, oltre all'ostilità che rischia di divenire xenofobia e razzismo, sono politiche costose che favoriscono l'aumento della criminalità e il lavoro nero. L'accoglienza invece, ad esempio, non è una questione di solidarietà ma di garantire dei diritti come quello di asilo. Riconoscere quindi agli immigrati dei diritti e offrire occasioni d'inserimento è la scelta più opportuna per la sicurezza collettiva, per risolvere i drammatici problemi demografici e rilanciare industria e agricoltura. I dati testimoniano che i lavoratori stranieri non sono soltanto badanti, infermieri e pizzaioli, ma sorreggono interi settori dell'economia senza entrare in competizione con i lavoratori italiani».


*I testi degli articoli, rapporti, e documenti segnalati da SouqBiblio quando non reperibili attraverso la consultazione delle riviste citate, sono generalmente accessibili attraverso ricerca su Google.

 

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