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2282-5754
 
Centro Studi Sofferenza Urbana

 

 

La falegnameria ed officina sociale K_Alma

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Gabriella Guido

Introduzione



Viviamo un periodo storico complesso, dove un nuovo modello sociale ed umano sta cercando di formarsi, così come il disgregarsi di un modello economico ha evidentemente fallito dimostrando la sua inconsistenza e generando la necessità di ripensare anche a stili di vita improntati sulle relazioni sociali, sul mutuo scambio, sulla collaborazione e partecipazione.
I flussi migratori sono realtà storiche e sociali che riguardano sempre più sia il nostro paese, l'Italia, che tutta l'Europa. E' oramai evidente ai Governi la necessità e l'urgenza di rafforzare tutte quelle attività volte ad assicurare un'accoglienza dignitosa, ma soprattutto di assicurare quel percorso culturale e sociale finalizzato alla loro inclusione nelle nostre realtà, nelle nostre città, nei nostri territori.
Ci occupiamo da anni dei diritti dei migranti, purtroppo sappiamo che anche quando l'esito del viaggio è positivo, il migrante arriva salvo nel nostro paese e viene inserito nel programma di protezione internazionale, il tempo di attesa per la definizione della pratica di asilo è molto lungo.
Il progetto specifico che andremo a raccontare di seguito, si sviluppa a partire da anni di campagne di sensibilizzazione sui diritti umani, per la necessità di realizzare qualcosa di concreto per i molti che si trovano in un limbo della propria esistenza, per creare uno spazio di creatività, di rinascita individuale e collettiva, dall'amore per il legno.
Qualsiasi processo educativo, di sviluppo, di crescita ma anche di trasformazione ed indipendenza dell'essere umano passa attraverso la formazione e l'auto-formazione, l'educazione formale ed informale. E' quindi un progetto sociale, che, a partire dalla formazione, ha come obiettivo primario l'integrazione, la conoscenza, l'inclusione. Ma ha anche l'obiettivo di "ridare vita" a quel sentimento che è la speranza, la fiducia, il desiderio di cambiare e formare il proprio, nuovo, corso della vita.

Il progetto

 

"LA FALEGNAMERIA ed OFFICINA SOCIALE" nasce a Roma nel maggio 2017 nello storico rione di Roma Testaccio, all'interno di un centro che ha messo a disposizione gratuitamente lo spazio per il primo anno di sperimentazione. E' stato sufficiente promuovere l'idea all'interno delle reti della nostra associazione Kalma, che abbiamo avuto subito moltissimi utenti che si sono iscritti e che stanno frequentando i due corsi pomeridiani. Dalle sue origini il progetto ha visto partecipare 25 utenti (oltre 50 richieste ancora in sospeso, da reinviare a cicli successivi), tra italiani residenti e richiedenti asilo le cui provenienze sono di nazionalità diverse: Gambia, Senegal, Mali, Nigeria, Costa D'Avorio, Camerum, Tunisia, Algeria, Egitto ed Armenia.
Le attività all'interno della falegnameria sono impostate e coordinate da maestri falegnami, che introducono gli utenti alle varie tecniche di taglio, assemblaggio, rifinitura di sedie, tavoli, sedute, armadi, panche. Al tempo stesso, insieme ad architetti e design alcuni lavori vengono realizzati per commissioni esterne (come l'allestimento della mostra MAKING OF A POINT OF VIEW al Museo delle Civiltà Museo Preistorico ed Etnografico Luigi Pigorini). Un anno fa siamo partiti con Rasheed che ha 28 anni e viene dalla Nigeria, di Carfà che arriva in Italia dalla Guinea Bissau ancora minorenne, di Cheik che invece di anni ne ha 27 ed è del Senegal, di Bass che dal Gambia attraversa la Libia ed il Mediterraneo ancora minorenne, e che come tutti spera un futuro diverso per sé in Europa. Edoardo è un falegname che non si è spaventato. Ha ascoltato il nostro progetto, e ci ha detto di si. Adesso con noi ci sono anche Yaya, Blessing, Mousthapa, Francis, Roberto, Massimiliano, Thameur, Daniele, James, Marco, Martins, Enrico, Stephen, Patrick. Due dei ragazzi "aspiranti falegnami" sono vittime di tortura e la loro presenza nel nostro lavoro è uno degli elementi di forza, di maggiore coesione e motivazione rispetto al lavoro che facciamo. All'interno del progetto lo staff presente è così composto: la coordinatrice del progetto, un referente della comunicazione, due falegnami interni ed uno esterno, un volontario; inoltre è presente anche un'operatrice sociale per tutte le pratiche legali e burocratiche connesse al permesso di soggiorno, la residenza e codice fiscale.
Abbiamo anche attivato relazioni con gli sportelli lavoro del territorio per la finalizzazione di un CV specifico e per l'inserimento nelle liste lavoro, per fare in modo che il passaggio in falegnameria possa essere l'anticamera di un colloquio di lavoro presso un'azienda o nella bottega di un artigiano.
Al tempo stesso stiamo ricevendo moltissime richieste di lavori anche per privati cittadini che vogliono sostenere il progetto in maniera concreta: viene richiesto di realizzare mobili specifici, per interni e per esterni, così come l'acquisto di sgabelli o lampade in legno che noi realizziamo come materiale didattico. Questo è estremamente importante e motivante per tutti, ed in mancanza di finanziamento specifici è anche un elemento di autofinanziamento fondamentale per il sostegno delle diverse attività specifiche.
Questo "spazio" sia fisico che di progettazione e realizzazione vuole però non solo essere aperto a tutti, quindi un luogo dove portare e ricevere idee, proposte, e realizzarle; intende essere anche un luogo di autoformazione, di educazione informale, attraverso il concetto di imparare e conoscere facendo, senza limiti di età, nazionalità, competenze ed esperienze. Il progetto di formazione non ha una struttura "specifica" e rigida, è infatti estremamente importante il lavoro in gruppo, accogliere le proposte, sperimentare, sbagliare, analizzare gli errori anche insieme. Dagli sgabelli semplici ora produciamo sgabelli e sedute imbottite con stoffe africane, e sgabelli dipinti a mano grazie alla maestria di James che più che sega e scalpello adora lavorare con il pennello.


Il progetto ha molte potenzialità. Sarebbe importantissimo poter aumentare i giorni di apertura della falegnameria ed officina, dove abbiamo iniziato anche a lavorare su elementi di arredo con legno ed imbottiture, che i ragazzi possono produrre in autonomia. Al tempo stesso sarebbe estremamente importate riuscire ad assegnare delle borse lavoro, affiancando un periodo di formazione ad un periodo in cui i ragazzi possono cominciare una autoproduzione propria anche di prototipi ma con la sicurezza di un minimo di contributo economico. I costi annuali riguardano i costi di assicurazione, acquisto materie prime, attrezzature e costi per sostenere la partecipazione dei richiedenti asilo (spostamenti e pranzi), costi dei formatori mastri falegnami.
Per la fase di start-up del primo anno di attività lo staff interno al progetto ha lavorato a titolo completamente gratuito.

Siamo molto soddisfatti di questo primo anno di lavoro, delle relazioni e le collaborazioni nate anche con l'esterno, in moltissimi ci vengono a trovare e chiedere di poter lavorare con noi, e forse tra poco servirà trovare uno spazio più grande anche per questo. Ma è proprio questo che volevamo. Uno spazio, una progettualità individuale e collettiva, la prospettiva dell'inclusione sociale nell'ambito del lavoro legale e la ripresa di un percorso di vita.
Una sfida non semplice, ma necessaria.

Riferimenti


www.k-alma.eu
FB Falegnameria sociale kalma
associazionekalma@yahoo.com

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  Sostenitori

Il Centro Studi Souq

Souq è un Centro Studi Internazionale che è parte integrante delle attività della Casa della Carità e studia il fenomeno della sofferenza urbana. La Sofferenza Urbana è una categoria interpretativa dell’incontro fra la sofferenza dei soggetti e la fabbrica sociale che essi abitano. La descrizione, la comprensione e la trasformazione delle dinamiche

Il progetto editoriale

La rivista SouQuaderni si propone di studiare il fenomeno della sofferenza urbana, ossia la sofferenza che si genera nelle grandi metropoli. La rivista promuove e presenta reti e connessioni con le grandi città del mondo che vivono situazioni simili, contesti analoghi di urbanizzazione e quindi di marginalizzazione e di nuove povertà. Il progetto editoriale si basa su tre scelte

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Centro studi Souq   Comitato direttivo: Laura Arduini, Virginio Colmegna (presidente), Silvia Landra, Simona Sambati, Benedetto Saraceno;   Comitato scientifico: Mario Agostinelli, Angelo Barbato, Maurizio Bonati, Adolfo Ceretti, Giacomo Costa, Ota de Leonardis,  Giulio Ernesti, Sergio Escobar, Luca Formenton, Francesco Maisto, Ambrogio Manenti, Claudia
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Last update: 20/04/2019
 

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