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Centro Studi Sofferenza Urbana

 

 

SouqBiblio: bibliografia internazionale annotata (numero 5)

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Benedetto Saraceno

1) Ott, J. C. (2010) "Good Governance and Happiness in Nations: Technical Quality Precedes Democracy and Quality Beats Size."Journal of Happiness Studies 11 (3): 353-68.
La felicità media varia moltissimo fra nazioni: questo articolo analizza il ruolo della qualità della governance. La comparazione fra 127 nazioni mostra forti correlazioni fra qualità della governance e felicità media dei cittadini. La qualità tecnica della governance sembra essere il fattore di maggiore importanzane per la felicità dei cittadini sia neim paesi occidentali che in quelli asiatici e latinoamericani. La qualità tecnica della governance sembra pesare di piú che la qualità della democrazia che diviente un fattore decisivo solo quando la qualità tecnica della governance abbia raggiunto un livelo minimo di accettabilità.
2) Giorgio Piccinato ( acura di): Studio sulla felicità urbana. Quodlibet, 2008
"Robert Auzelle nel 1962 non aveva alcun dubbio quando diceva che "la felicità individuale è l'obiettivo essenziale ed esclusivo dell'urbanistica".Attraverso il caso di Fermo, capoluogo di provincia delle Marche, l'equipe coordinata da Giorgio Piccinato intende rispondere a una domanda sostanzialmente inedita per gli urbanisti: quali sono i motivi alla base di una generale soddisfazione degli abitanti di una città? Al contrario gli urbanisti, ma anche i sociologi, in genere sono abituati a studiare i problemi che causano lo scontento dei cittadini. Solo esaminando la città in quanto sintesi di territorio e organizzazione umana, la felicità urbana diventa infine ipotizzabile.Definire la felicità è un'impresa ardua ma un primo passo può essere quello di capire che esistono "città felici", dove il benessere collettivo si accompagna a un'alta qualità di vita, e "città infelici", quelle metropoli dove ci si conosce poco, ognuno tenta di sorpassare l'altro (sia in macchina sia nel reddito) e dove l'ansia e la competizione si annidano senza che i tuoi vicini capiscano che violenza e solitudine ti stanno trasformando. " Lina Sotis «Magazine Corriere della Sera» 09-04-2009
3) Karma Ura, Karma Galay: Gross National Happiness and Development. The Centre for Buthan Studies, Thimpu 2004.
La nozione di "gross national happiness " (felicità nazionale lorda) è un indicatore che cerca di misurare in modo olistico il progresso sociale e la qualità della vita di una nazione aggiungendosi cosí alla tradizionale misura del prodotto nazionale lordo (Gross National Product) usualmente impiegata dagli economisti per misurare il valore di mercato di tutti i prodotti e i servizi prodotti in un anno da una nazione.Tale nozione fu introdotta dal re del Buthan e successivamente utilizzata per formulare il piano quinquennale del Buthan avendo come obbieetiivo non solatnto la produzione di beni ma anche quella di felicità sociale.I quattro assi della "gross national happiness" sono : la promozione dello sviluppo sostenibile, la conservazione dei valori culturali locali, la conservazione dell'ambiente naturale,il buon governo (good governance).Gli elementi che contribuiscono alla misura della gross national happiness sono molteplici e sono un misto di indicatori quantitativi (la mortalità infantile, ad esempio) e qualitativi quali il sentimento di soddisfazione o di benessere dei cittadini. Nel 2006 l'International Institute of Management degli USA propose una misura piú complessa della gross national happiness come un indice, funzione della media totale per capita delle seguenti misure: 1) Economic Wellness 2) Environmental Wellness 3) Physical Wellness 4) Mental Wellness 5) Workplace Wellness 6) Social Wellness 7) Political Wellness.Atualmente esiste un piano di sviluppo 2013-2018 per il Buthan basato sulla nozione di gross national happiness.
4) "The Urban Happiness Movement" di Jörg Pibal, Paul Romauch und Theresia Kaufmann. Jörg Pibal and Paul Romauch, Format: HD Video, 16:9. 2011.
Un film che racconta dei profondi mutamenti che alcuni sindaci progressisti hanno saputo intraprendere in città violente e difficili come Bogotá e Medellin in Colombia. Lanciando uno slogan paradossale come quello della "felicità urbana" queste amministrazioni (il leggendario sindaco Peñalosa di Bogotá dal 1997 al 2000) hanno cercato, a volte con successo, di rompere la spirale della profezia che si autoavvera per cui una comunità violenta non puó che riprodurre violenza.
*I testi degli articoli, rapporti, e documenti segnalati da SouqBiblio quando non reperibili attraverso la consultazione delle riviste citate, sono generalmente accessibili attraverso ricerca su Google.

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La rivista SouQuaderni si propone di studiare il fenomeno della sofferenza urbana, ossia la sofferenza che si genera nelle grandi metropoli. La rivista promuove e presenta reti e connessioni con le grandi città del mondo che vivono situazioni simili, contesti analoghi di urbanizzazione e quindi di marginalizzazione e di nuove povertà. Il progetto editoriale si basa su tre scelte

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