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Centro Studi Sofferenza Urbana

 

 

Deliri di città

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Virginio Colmegna

Dante afferma nel " La Monarchia": "non dobbiamo essere come una voragine, che prende senza restituire, ma dobbiamo restituire ciò che c'è stato dato". Così il grande poeta si opponeva a quanto aveva affermato il suo maestro, Brunetto Latini, che affermava nel Tesoretto "la cultura è qualcosa che dobbiamo accumulare per noi perché in tempi tristi-durante l'esilio o in prigionia-nessuno ce la potrà togliere e potremo goderne". Sogno che queste due realtà, dono e possesso di cultura non si contrappongano, ma ci sia la capacità di custodire anche pubblicamente memoria e futuro radicandosi nel presente. Sì, dobbiamo mantenerci svegli, attenti all'inatteso. Kejnes, l'economista, nel 1921 in Treatise on probability diceva "l'inevitabile non accade mai, l'inatteso sempre". Dobbiamo vivere in un mondo, in una grande metropoli dove le grandi traiettorie di senso, di valori lasciano il posto all'insicurezza, all'incertezza. Dobbiamo trasformare questo in ricerca, dobbiamo essere in grado di scrutare i segni di un futuro che non è più una lineare prosecuzione del presente, ma incombe, arriva improvviso. E dove sta questa novità che germina dentro il vivere, l'abitare'? Paura e sicurezza chiudono le relazioni tra le persone, indeboliscono i legami di cittadinanza, di diritti, tutto diventa ingabbiato, si inchioda e si arresta il tempo, si delira nel presente pieno di paure. Dai tanti sotterranei della storia, negli scantinati esistenziali di ciascuno dove spesso si avverte il vuoto, noi dobbiamo ricominciare a pensare in grande, a raccogliere la sfida che questi mondi, che queste storie possono portare con domande cariche di senso. La città che non pensa produce disuguaglianza, e immettere pensiero chiede tempi lunghi, capacità di ascolto. Anche la psichiatria senza pensiero, senza ascolto diventa psichiatria che sancisce le disuguaglianze. Per pensare alla salute mentale cittadina, metropolitana occorre un coraggioso scambio di pensieri tra soggetti che autenticamente rappresentino in modi diversi il coraggio di elaborare problemi, domande, strategie. Quando ciò non accade, la città sforna testi asfittici, scarni, insensati.
Ed allora ritorniamo a letture che possono dare ossigeno, ecologia mentale e ricominciamo anche a leggere i racconti pieni di dignità di quanti portano con sé la sofferenza e l'incertezza del vivere. La sofferenza raccontata può diventare - quando è ascoltata - sollecitazione al cambiamento, all'incontro, lascia anche spazio a quel desiderio di felicità che può irrompere quando non si dimentica da indifferenti ma si trabocca di giustizia. Promuovere salute mentale in una metropoli significa anche vedere partecipare e vedere crescere individui consapevoli non tifosi, individui riflessivi. Stare bene significa capire anche che noi del mondo occidentale, banchettiamo dentro una fortezza, mentre miliardi di uomini, fuori dalla fortezza, muoiono di fame. L'illusione di una metropoli come Milano che pensa di costruire un evento per il 2015 che ha il tema "nutrire il pianeta" senza partire dalle fragilità, dalle debolezze, dai diritti, senza immettere energie di solidarietà, di culture che si meticciano, impoverisce questa città. Solo un'audacia piena di indignazione può far inchinare tutti a raccogliere questa domanda di futuro, possederla e donarla nella reciprocità di un abitare in una metropoli che abbia come territorio privilegiato la strada, le piazze notturne, le periferie degradate, i cosiddetti non luoghi. Immagino operatori pubblici e privati che uniscano le forze per realizzare davvero un servizio pubblico, spazi pubblici dove ci si permetta di negare le disuguaglianze e promuovere le differenze. Realizzare percorsi di giustizia sociale per esprimere maggior libertà di scelte, maggiore soggettività, capaci di mettersi anche fuori schema pur di moltiplicare il bene e il benessere oltre ogni logica prestazionistica e custodialistica.

degli stessi autori:  Indignarsi   Perché Ero Straniero è una vittoria importante 

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Souq è un Centro Studi Internazionale che è parte integrante delle attività della Casa della Carità e studia il fenomeno della sofferenza urbana. La Sofferenza Urbana è una categoria interpretativa dell’incontro fra la sofferenza dei soggetti e la fabbrica sociale che essi abitano. La descrizione, la comprensione e la trasformazione delle dinamiche

Il progetto editoriale

La rivista SouQuaderni si propone di studiare il fenomeno della sofferenza urbana, ossia la sofferenza che si genera nelle grandi metropoli. La rivista promuove e presenta reti e connessioni con le grandi città del mondo che vivono situazioni simili, contesti analoghi di urbanizzazione e quindi di marginalizzazione e di nuove povertà. Il progetto editoriale si basa su tre scelte

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